7. Solo considerando correttamente un maestro illuminato se ne può infine trarre beneficio

  1. Innanzitutto non nutrire troppe aspettative verso un maestro illuminato: nella nostra mente, il maestro illuminato dev’essere per forza santo, saggio e compassionevole. In realtà, la maggior parte dei maestri illuminati è arrivata soltanto nella visione, mentre per abitudini e desideri non è ancora del tutto completa. Ciò richiede la completa trasformazione del corpo fisico; eppure la sua visione basta già a guidarti sulla retta via nella pratica, senza farti smarrire.
  1. Non ogni maestro illuminato conosce a fondo le radici degli esseri senzienti ed è capace di insegnare secondo le loro disposizioni; non negarlo soltanto perché non sa risolvere il problema che hai di fronte in questo momento: osserva se il suo insegnamento può giovare alla maggior parte delle persone.
  1. Non sperare che il maestro illuminato sappia fare qualsiasi cosa: è difficile trovare un maestro che abbia coltivato e realizzato pienamente sia la via trascendente sia quella mondana; alcuni monaci ordinati sono molto scarsi nell’affrontare le questioni del mondo secolare. Anche il maestro illuminato attraversa un processo di perfezionamento; anche il maestro illuminato ha bisogno della comprensione e della tolleranza degli altri.
  1. Se riesci a incontrare un maestro completo sia nella via trascendente sia in quella mondana che guidi la tua pratica e realizzazione, allora sei davvero fortunato per tre vite: abbi cura della tua occasione e del tuo merito e pratica con diligenza. Non usare occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente per giudicare ciò che fa il maestro illuminato.
  1. Se durante la pratica e la realizzazione siamo capaci di riflettere su noi stessi in ogni momento, cercando in noi stessi problemi e difetti, allora intorno a noi non mancheranno buoni amici spirituali. Sebbene tutti quelli che ci stanno intorno abbiano abitudini e desideri, le loro osservazioni ti rendono completo proprio perché provengono da prospettive diverse. Se hai la capacità interiore di accogliere ogni genere di critica, allora tutti gli esseri possono portarti a compimento: soltanto che essi si servono di abitudini e attaccamenti, mentre il maestro illuminato si serve della saggezza.
  1. Non tutti i maestri illuminati sono compassionevoli o dotati di poteri sovrannaturali.

La vera nascita della mente compassionevole è molto difficile. Quando la mente di una persona si è già stabilita nella propria dimora, se non sorge in lei la compassione, non vorrà affatto liberare gli esseri senzienti né dedicarsi all’impresa di diffondere il Dharma a beneficio degli esseri viventi. L’avidità, l’odio, l’ignoranza, l’orgoglio e il dubbio degli esseri senzienti sono troppo pesanti, e troppo forte è il loro attaccamento; un maestro illuminato non ancora completo non dispone nemmeno di molti mezzi abili; i desideri e le pretese senza fine degli esseri senzienti faranno sì che ogni maestro illuminato venga messo sulla croce. Il cuore del maestro illuminato è già tornato all’ordinarietà, ha già compreso il vero significato dell’ordinarietà: le sue richieste verso questo mondo sono ormai minime — un pasto al giorno, un mestolo d’acqua, una capanna bastano perché possa trovare il proprio posto e vivere in qualunque angolo del mondo, trascorrendo in silenzio la propria vita; forse è lo stile di vita più conforme alle sue «abitudini».

Perciò, un maestro illuminato che non sia ancora perfetto non può davvero sperimentare la condizione della compassione incondizionata e della grande compassione dell’identità di corpo con tutti gli esseri, né può considerare la sofferenza degli esseri senzienti come la propria sofferenza e la loro gioia come la propria gioia. Per questo, in questo mondo, non puoi vedere i veri Buddha e Bodhisattva nella loro forma: anche un maestro perfetto deve assumersi gli ostacoli karmici degli esseri senzienti e deve manifestare le caratteristiche di nascita, vecchiaia, malattia e morte. Dopo essersi liberato e perfezionato, diventa davvero gli esseri senzienti: se gli esseri soffrono, anche lui soffre; non distingue più tra liberazione e non-liberazione, non vuole né ritiene necessario trasformare le afflizioni in bodhi. La sua sofferenza è reale, solo che la radice di questa sofferenza proviene dagli esseri senzienti, non dai suoi desideri. Se non si guarda alla sua visione, il suo comportamento somiglia più a quello di un uomo comune. Solo che, sia nel piacere sia nella sofferenza, è sempre sereno e in pace con se stesso, libero e a proprio agio.

E un maestro illuminato davvero perfetto manifesta la sua compassione nelle forme più varie; gli esseri senzienti non possono stabilire dal suo comportamento se egli è compassionevole o no. La sua compassione a volte è percuotere, rimproverare, uccidere; può essere una qualsiasi di queste: avidità, avversione, ignoranza, arroganza e dubbio. Per un maestro perfetto è soltanto una forma di manifestazione, senza alcun legame con le abitudini karmiche. La vera compassione è l’uguaglianza di natura e caratteristiche che penetra a fondo causa ed effetto: ogni azione conforme alla Via si chiama compassione. Non è qualcosa che possiamo comprendere dal punto di vista dei sentimenti umani.

I poteri sovrannaturali sono soltanto un sottoprodotto del processo di realizzazione pratica del Dharma del Buddha. Chi possiede poteri sovrannaturali non è necessariamente un maestro illuminato, ma un maestro che ha conseguito risultati nella realizzazione pratica possiede certamente poteri sovrannaturali. Non lasciarti affascinare dai poteri sovrannaturali, non inseguirli, e non pretendere da un maestro illuminato che li abbia o non li abbia; vedere la Via, realizzare la Via e ottenere la Via sono i tre processi della pratica e della realizzazione: dopo aver visto la Via, la visione è davvero al suo posto e si può già parlare di maestro illuminato; realizzare la Via significa che corpo e mente realizzano davvero quella vacuità, e in questo processo compaiono i poteri sovrannaturali. Ottenere la Via significa saper applicare pienamente alla vita ciò che si è realizzato, sia nel ritirarsi dal mondo sia nell’agire nel mondo. Un maestro del genere è un maestro illuminato davvero perfetto: nella diffusione del Dharma può offrire agli esseri senzienti molti più mezzi abili, il suo cuore è in comunione con tutti i Buddha e i Bodhisattva, e il potere delle benedizioni di corpo, parola e mente è immenso.

Che ognuno di noi, praticante del Dharma del Buddha, possa accumulare molti meriti e benedizioni, affinché, quando incontriamo un maestro illuminato, la nostra avidità, avversione, ignoranza, arroganza e dubbio, la nostra ignoranza fondamentale, non ci blocchino la Via con circostanze avverse e non ci facciano passare accanto al maestro illuminato senza incontrarlo. Nell’era finale del Dharma, maestri illuminati e buoni discepoli sono fin troppo rari.

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