Dabei, temendo che Duozhi la trattenesse, si gettò di fretta. Nell’attimo stesso in cui saltò, sentì un «pop» nel petto: qualcosa era esploso. Dabei abbassò lo sguardo e vide che il suo «attaccamento all’io» si era spezzato. In un istante, diecimila raggi di luce dorata balzarono fuori dal suo corpo, e Dabei divenne un corpo adamantino indistruttibile. La nube di veleno a forma di fungo che toccava il suo corpo veniva in parte purificata, in parte si disperdeva rapidamente tutt’intorno. Dabei entrò nel mare di sofferenza; lì vide le scene del Regno dell’Illusione dei Demoni, del Regno dell’Illusione del Buddha e del Regno dell’Illusione dei Cinque Veleni fondersi l’una nell’altra. Vide il Re Demone bruciare col fuoco le vite di un altro regno illusorio: ad alcuni venivano cavati gli occhi, tagliate le mani, strappata la lingua. Nel Regno dell’Illusione del Buddha, a quelle persone scoppiò il veleno dell’orgoglio, e il veleno demoniaco ne approfittò per penetrare: metà del loro corpo entrò nel Regno dell’Illusione dei Demoni. Nel Regno dell’Illusione dei Cinque Veleni, a una persona divampò il veleno dell’ira e si trasformò in un enorme pitone che mordeva la testa di sua madre; a un uomo scoppiò il veleno dell’avidità: si era appena trasformato in un maialino, e sua moglie lo arrostì e se lo mangiò. A molti bambini scoppiò la dipendenza dal veleno e ingoiarono come cibo narcotici ancora più velenosi; sul loro corpo nacquero innumerevoli larve che a poco a poco divoravano quei bambini. A un uomo scoppiò il veleno dell’ignoranza e strinse al petto una demonessa; il veleno demoniaco si trasformò in acqua della lussuria e fece diventare nere le ossa dell’uomo. La carne si staccò dalle ossa; la demonessa si trasformò in un serpente rosso che gli squarciò il ventre, uscendo attraverso l’intestino. I vari regni illusori erano mescolati insieme: tempi diversi, luoghi diversi. Le persone dei regni illusori soffrivano sotto forme di vita differenti. Dabei precipitava velocemente; a causa della velocità, non percepiva di stare cadendo. Anzi, le sembrava di salire. Guardando le vite imprigionate dalla dipendenza dal veleno nei regni illusori, il dolore le sgorgò dal cuore. Il mare di sofferenza era oscuro e privo di luce; dove passava Dabei, le vite di quei regni illusori venivano risvegliate dall’intensa e abbagliante luce dorata del suo corpo. Dimenticavano per un momento la dipendenza dal veleno, smettevano di compiere il male e si voltavano a guardare Dabei con occhi devoti e pieni di attesa. Alcuni soccorritori tendevano perfino entrambe le mani verso di lei, come se avessero bisogno che Dabei li tirasse su. Le lacrime sgorgarono dagli occhi di Dabei e si mescolarono al mare di sofferenza. Dabei gridò dentro di sé: «Se riuscirò a uscire da qui, tornerò di sicuro a salvarvi». Dabei non poté sopportare di guardare oltre e chiuse gli occhi. Non sapeva per quanto tempo fosse ancora precipitata, quando all’improvviso sentì su tutto il corpo un fresco incomparabile. Le sembrò di entrare in un’acqua luminosa e, in quell’acqua, il suo corpo si scioglieva e spariva a poco a poco. Dabei pensò che forse stava per morire, eppure non provava alcuna paura: sentiva soltanto una gioia totale riempirla. Dal fondo dell’acqua eruppe all’improvviso un getto d’acqua che la scaraventò nel vuoto.
«Dabei!» Sentì Duozhi che la chiamava. Dabei non rispose: pensò di essere morta ed entrata nel regno dei suoni. Sentiva ancora il vento, il tuono, il fragore delle maree e l’eco sconfinata dell’universo; vedeva nitide, come se le avesse davanti, le scene di tutti i pianeti dell’intera galassia. Le sembrò di essere tornata nella Sala della Grande Visione del suo pianeta, e vide il padre re sorriderle con approvazione. Si sciolse nel vuoto e divenne tutt’uno con esso; nello stesso tempo, con meraviglia, sentì che l’intero vuoto, l’intera galassia, tutto quanto, confluiva in lei e si scioglieva dentro di lei. Era diventata una forza: era lei a essere tutto, a dominare ogni cosa.
«Divino dalle diecimila mani e dai diecimila occhi!» All’improvviso innumerevoli voci gridarono: era apparso il Divino. Dabei spalancò di colpo gli occhi e si ritrovò, stupita, in piedi tra le nubi sopra il Monte Zixin. Il suo corpo, immenso, irradiava una luce dorata; sul corpo, a strati su strati, erano cresciute innumerevoli mani, e in ogni mano c’erano innumerevoli occhi. Abbassò lo sguardo: in quasi tutti i regni illusori le persone lo guardavano dal basso, alcune gridavano verso di lui. Sulla rupe del sacrificio, Duozhi era inginocchiato lì, in silenzio, in lacrime. Dalle nubi Dabei tese lentamente un lungo braccio dorato e toccò la testa di Duozhi; Duozhi tremava in tutto il corpo. L’acqua dei meriti traboccò rumorosamente dal prezioso vaso dei meriti accanto a Duozhi. Dabei prese il vaso e versò l’acqua sul capo di Duozhi. L’attaccamento all’io di Duozhi si spezzò all’istante; trasformato in un corpo di luce, si levò in volo. Accanto alla rupe del sacrificio sbocciò un gigantesco loto, che in fretta si estese a coprire l’intera isola. Dabei versò poi l’acqua su tutti i regni illusori ai piedi del Monte Zixin. Mentre l’acqua dei meriti cadeva, ruggiti di leone assordanti risuonarono fino al cielo. Onde di luce dorata si irradiarono dai vari punti del corpo di Dabei – mani, occhi, bocca, punto tra le sopracciglia – illuminando tutti i regni illusori. Chiunque fosse toccato dall’acqua e dalla luce vide spezzarsi il proprio attaccamento all’io e si trasformò in un corpo di luce; nello stesso tempo, in tutti i regni illusori apparvero innumerevoli Dabei con in mano il prezioso vaso che, insieme a Dabei nel cielo, soccorrevano rapidamente coloro che non erano ancora liberi dalla dipendenza dal veleno.
«Dabei, il tempo è scaduto: torna subito indietro.» Nello specchio divino dell’occhio celeste di Dabei apparve l’ombra del Re Duobao Ruyi, e dal cielo giunse la voce del padre. Dabei guardò intorno: accanto a lei si erano radunati innumerevoli corpi di luce, e tutti i soccorritori erano al completo. Ma in tutti i regni illusori c’erano ancora molte persone gravemente avvelenate, non ancora disintossicate.
Dabei, con il cuore pieno di compassione, disse: «Voglio portare tutti di nuovo dal Re Duobao Ruyi, ma ci sono ancora molte persone da disintossicare; spero che qualcuno sia disposto a fare voto di restare qui per aiutarle». Appena Dabei finì di parlare, cinquecento persone uscirono subito dalla schiera dicendo che erano disposte a restare sul Monte Zixin e a continuare ad aiutare coloro che erano rimasti nei regni illusori. Lieta, Dabei consegnò loro il prezioso vaso dei meriti e disse: «Il vostro attaccamento all’io si è spezzato; come il mio, il vostro corpo è luce dell’amore universale. Possiate illuminare sempre ogni essere del pianeta A: questo vaso prezioso è affidato a voi; spero che possiate mantenere sempre piena l’acqua dei meriti». Detto questo, Dabei guardò ancora una volta il pianeta e disse ai corpi di luce radunati accanto a lei: «Andiamo». In un attimo, arcobaleni dopo arcobaleni solcarono il vuoto, illuminando l’intero cielo del pianeta.