(Dal 21 in poi il campo è stato piuttosto particolare: sentivo una gran stanchezza… è come se dentro ci fosse un campo. È una risonanza con onde di vibrazione? Questo campo del 2012 c’è ancora, agisce ancora? Una volta passato, che nuovi aggiustamenti ci saranno per la pratica nei prossimi passi? Penso che molti vorrebbero sapere qualcosa su questo campo del 2012.)
In realtà la vibrazione delle onde cosmiche, o i cambiamenti del campo, non le percepiamo in modo molto evidente. Siamo molto ottusi, a volte persino meno sensibili di alcuni piccoli animali. Perché siamo ottusi? Perché abbiamo troppi pensieri dispersi e poca concentrazione, quindi certe cose non le sentiamo: la mente non è lì.
Quando la mente è in un unico punto, allora sei sensibile, allora rispondi. Insomma, ci sono troppi pensieri dispersi o una realizzazione insufficiente, e così via: tutto questo c’è, ma non significa che queste cose non ci influenzino.
La pratica è una cosa davvero molto lunga — cioè conseguire il frutto — ma la visione è molto importante. Io credo che sempre, sia l’anno scorso, quest’anno o in futuro, la visione debba progressivamente mettersi a posto, cioè nella conoscenza e nella visione, nella conoscenza e nella visione.
Perché la consapevolezza è una cognizione: la consapevolezza è senza sé, è soltanto un grado di cognizione, cioè la pienezza della saggezza. Perché la tua consapevolezza è un «ritengo che sia così»: riconoscere di essere disperso, riconoscere di essersi calmato, riconoscere la vacuità, riconoscere l’esistenza, riconoscere la forma — è soltanto un grado di cognizione.
Questa cognizione: a poco a poco porterai a compimento questo grado di cognizione. Cioè, qualunque cosa tu ritenga che sia, in fondo, fino alla fine, conseguire il frutto — il frutto — non è altro che perfezionare, perfezionare senza sosta questa tua cognizione.
All’inizio questa cognizione è portatrice di visioni erronee, di percezioni illusorie, oppure è limitata. Alla fine, quando questo grado di cognizione raggiunge la pienezza, sei pienamente realizzato nel livello del frutto. È sempre la visione a essere molto importante: continuamente, continuamente, nella natura della mente, questa cognizione si eleva, si eleva senza sosta.
Tutta la meditazione seduta, la quiete, le risonanze, la trasformazione dei canali energetici, l’apertura dei chakra: tutto è al servizio della pienezza di questa cognizione. La pienezza di quel grado di cognizione è l’illuminazione, è l’illuminazione completa.
Perciò, fino alla fine, si tratta solo di come perfezionare questa nostra cognizione, di come farci conoscere le cose in modo più pieno. Comunque sia, in gran parte è ancora meditazione seduta: la meditazione seduta va continuata, va considerata come mangiare o lavarsi i denti, non come un vero «adesso devo salire sul cuscino».
È qualcosa di molto naturale: quando sono stanco, quando sono affaticato, quando sono turbato, oppure quando sono molto disperso, oppure quando mi sento molto vuoto, ebbene, mi siedo sul cuscino.
Diventa un supporto per regolare la mente, non un supporto per diventare Buddha: «voglio regolare la mente, voglio che questa mente cominci a calmarsi, a quietarsi, e poi entri in un qualche stato». E questo stato ti fa vedere con più chiarezza quella cosa dell’attaccamento, dell’aggrapparsi, dell’afflizione.
In realtà, secondo l’insegnamento più alto — e te l’ho sempre detto — al livello più alto tu sei già Buddha, sei già così, lo sei già da sempre. Allora, se mantieni una consapevolezza, quella consapevolezza ha già trasceso tutto: in realtà è già la più alta śamatha–vipaśyanā, la calma e visione profonda. Cioè, senza riconoscerti come disperso o calmo, dimori in questa consapevolezza.
Certo, se non riesci a preservare questa consapevolezza, allora ti fermi: va bene anche attraverso la calma. Attraverso la calma, poi, arrestando la mente illusoria e i pensieri dispersi. Che cos’è questo? Se con la calma non sei più disperso, entri in un altro aspetto, quello del non essere disperso, e ti aggrappi di nuovo a un altro segno. Questo richiede più tempo: praticare più a lungo la calma e la visione profonda è comunque un buon metodo. Il Sutra della Perfetta Illuminazione lo presenta, presenta sempre la calma e la visione profonda: è anch’esso un buon metodo.
Ma io spero che pratichiate partendo dalla consapevolezza senza muovervi, partendo dalla consapevolezza: è più veloce. Perché quando parlo di consapevolezza, nessuno la riconosce, e così alla fine non resta che la calma. Poi dite: «Maestro, sono ancora disperso»; per quanto se ne parli non funziona, allora va bene la calma! In ogni caso sono tutte porte del Dharma: si può procedere in qualunque modo.
Perché a volte vi vedo praticare: alcuni con grande fatica, alcuni con grande diligenza, alcuni con tutte le forze, come se dovessero raggiungere qualcosa. Alcuni praticano molto convinti di stare praticando, molto convinti di sé: «Ah, ho già praticato così tanto, con tanta fatica», oppure «sto praticando», o altro ancora.
Tutto il resto è ancora affannarsi. Cioè, il 2012 è passato: l’anno scorso eravamo nel passaggio cosmico, era come un’alternanza tra notte e giorno; su questo periodo ci sono varie interpretazioni. Sul piano del campo cosmico era come un passaggio tra notte e giorno: attraversando quel passaggio — per me, cioè — il campo cosmico, nel momento del passaggio, produce la maggiore stimolazione sull’energia dentro il corpo umano, perché noi esseri umani siamo un piccolo cosmo.
Praticando per tutto l’anno a partire dall’anno scorso, avete ricevuto qualcosa di diverso, lo sapete. Quelle cose accumulate, quel campo, quella stimolazione. L’oscurità è passata; quando arriva il giorno, non è che la notte fosse cattiva, ma tu non conosci il buio della notte.
Non sai quanto sia stata dura la tua pratica nel 2012! Non conosci quella lotta, quella spinta interiore che forse in futuro non sentirai più — in ogni campo diverso — mentre prima del 2012 eri in grado di sentire quelle cose: quell’oppressione, quella sofferenza, che forse non torneranno mai più.
E quella lotta e quella sofferenza profonde dentro la vita ti sono di grande aiuto per realizzare la Via, lo sai. Quella stimolazione — la stimolazione dovuta al mutamento violento del campo cosmico — vi ha messi davanti a tutti.
Lo capirete in futuro, perché la crescita nella natura della mente non la percepiamo da soli. I tuoi progressi non si percepiscono; quello che sentiamo è solo che dentro, a volte, c’è un’onda, o c’è una risonanza, o una concentrazione migliore, o una mente che comincia ad aprirsi; ma finché non abbiamo conseguito il frutto, non è che percepiamo chiaramente di stare crescendo.
Davvero, basta che la mente sia sulla Via, basta sedersi lì: quest’anno si faranno grandi progressi, solo che non lo percepisci. In realtà è proprio una crescita.
Nota: questo testo è stato preparato a partire da un video di insegnamento di Yang Ning. In caso di differenze, fa fede il video. Guarda il video.